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Icaro: favorire l’imprenditorialità giovanile

Scritto da collaboratore1 | 25/02/16 17.11

Il 25 febbraio, all’Opificio Golinelli, parte Icaro: il progetto dedicato alle idee dei giovani. Tweet this

 

Prende finalmente avvio, presso l’Opificio Golinelli, la prima edizione di un progetto denominato Icaro, che coinvolge 30 ragazzi, selezionati dall’Università di Bologna, sotto i 25 anni. Già su queste pagine vi è stata l’intervista ad Antonio Danieli presidente dell’Opificio Golinelli sulle iniziative a favore del territorio e della diffusione del concetto di imprenditorialità.

Il progetto Icaro rientra nell’ambito del “Giardino delle imprese, scuola informale di cultura imprenditoriale, si tratta di una palestra d’imprenditorialità per studenti universitari.

Si parte dal presupposto che per essere imprenditore e affrontare la vita in maniera imprenditiva, indipendentemente dal lavoro futuro o la professione scelta, i rischi di commettere errori sono molteplici, pertanto è sempre meglio far parte di un team ed essere guidati nel sperimentare nuovi approcci e il significato più marcato di innovazione.

Essere orientati alla imprenditorialità rappresenta un punto di forza che permette di superare le difficoltà e offre l’opportunità di realizzare quello che sembra impossibile. Il progetto Icaro è un percorso di sviluppo dell’imprenditorialità stimolante, che genera cultura fortemente pratica ed esperienziale dal punto di vista della generazione di idee e soluzioni innovative, in ambito nazionale e internazionale.

Spesso le idee se non sono trasferite su un piano concreto tendono a spegnersi. Icaro nasce dalla convinzione che è sempre più necessario facilitare il passaggio dalla ricerca al mercato e alle sue leggi, con interventi volti a favore di un acceleramento del trasferimento tecnologico, nonché attraverso l’esercizio delle proprie competenze su idee concrete e su possibili risultati produttivi immediati, apprendendo inoltre, e codificandoli, i nuovi paradigmi formativi sono sempre in continuo aggiornamento e rinnovamento.

Le generazioni più giovani sono chiamate a diventare protagonisti e devono manifestare un approccio imprenditoriale verso se stesse, avendo a disposizione informazioni e dati (non dimentichiamo che questa è l’era dei  Big Data), capacità tecnico-creative e connessioni di rete, che consentono continuamente di reinventarsi e di rinnovarsi. Questa riflessione porta a una considerazione che mette in luce un giudizio appena sufficiente verso la preparazione tecnica di base e l’esigenza di avere un buon livello di scolarizzazione per poter affrontare un mondo globale, complesso, imprevedibile e in continuo mutamento.

Il progetto Icaro è il risultato di una partnership - scientifica e organizzativa - con una famosa istituzione come l’Università degli Studi di Bologna e in collaborazione con AidAF (Associazione italiana delle aziende familiari), che ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere la cultura imprenditoriale e favorire il passaggio generazionale nelle grandi famiglie imprenditoriali italiane.

Oltre a queste due istituzioni, hanno aderito al progetto anche il Gruppo dei Giovani Industriali di Assobiomedica e tre aziende coinvolte in una logica di open innovation: Sebia Italia e Theras Group, entrambe aziende del settore dei dispositivi medici, e Banca Patrimoni Sella & C. del Gruppo Banca Sella, nell’ambito del settore finance.

«Non è certo un caso - afferma Marino Golinelli, presidente della Fondazione Golinelli - se le più grandi e innovative imprese del mondo avanzato vanno ormai nelle università di maggior ranking nel tentativo di sollecitare gli allievi migliori a entrare subito nel mondo della produzione, che ha bisogno di sempre maggior freschezza e più non tollera una cultura superiore quando accade che sia cristallizzata dentro vecchi schemi e paradigmi socio-economici del passato. Sperimentare ragionando, sapendo che ogni ragazzo e ogni ragazza è oggi depositario di un capitale di creatività in grado di esprimersi con strumenti di produzione alla portata di tutti».

«Le imprese familiari - illustra Elena Zambon, presidente AidAF - per loro natura, guardano alle nuove generazioni di talenti e a come queste possono contribuire a creare valore, a dare una nuova vivacità imprenditoriale. Anche per questo motivo, sempre più le imprese dovranno aprirsi, far colloquiare e integrare competenze, esperienze differenti e culture spesso distanti tra loro».

Il progetto Icaro

Sono pervenute per questo progetto circa 150 candidature da giovani tra 19 e 25 anni. Il percorso è interamente finanziato e gratuito per i singoli partecipanti.

Il progetto si articola in tre sessioni full-immersion nell’arco di sette mesi, intervallate da periodi di formazione on the job o a distanza nella modalità e-learning e gestiti in piena autonomia. Questi momenti comprendono anche vita da aula, affiancamento da parte di mentor, partecipazione a workshop e incontri con imprenditori.

I partecipanti al progetto Icaro sono chiamati a sviluppare un progetto imprenditoriale (project work) stimolato da temi reali posti dalle aziende partner che cercano soluzioni innovative.

L’approccio preferenziale dato al progetto Icaro riguarda l’utilizzo delle metodologie di studio del Design thinking, ossia una applicazione di tecnica di design alla risoluzione di problemi in tutti gli ambiti della vita: dalla creazione di prodotti o servizi fino all’esplorazione e definizione di un business.

Il team dei docenti di elevato spessore comprende: Simone Ferriani, Professore di Economia e Gestione d’Impresa, Università Bologna; Lorenzo Massa, Professore WU (Vienna) & EPFL (Losanna); Filippo Dal Fiore, Great Place To Work e Università Bologna; Alessandro Pastore, MBA, PhD, Executive Director Business Development Cambridge Ltd; Dario Voltattorni, Segretario Generale AidAF; Rosa Grimaldi, Professore ordinario di Imprenditorialità e Gestione dell’Innovazione, Università Bologna; Antonio Danieli, Direttore Generale Fondazione Golinelli; Francesco Baschieri, imprenditore e fondatore Spreaker; Matteo Buferli, co-fondatore Comuni-Chiamo; Gilberto Cavallina, co-fondatore Comuni-Chiamo. Sono fornite testimonianze da: Federico Sella (CEO di Banca Patrimoni Sella & C.); Enrico Boggio (CIO di Banca Patrimoni Sella & C.); Marco Ruini (Assobiomedica); Mirko Bongianni (Sebia Italia) e Federico Ferrari (Theras Group).

I giovani devono saper cogliere queste opportunità per poter entrare nel mondo del lavoro con dignità e preparazione e con il set degli strumenti per poter essere imprenditori o manager efficaci e di successo che li veda preparati culturalmente, ricchi umanamente, con competenze nuove e con fondanti i valori per costruire con responsabilità una realtà migliore.