Ddl concorrenza: Federfarma approva i risultati

ddl concorrenzaFederfarma è unita nella tutela della farmacia, che deve rafforzare il proprio ruolo sociale.

Sul ddl concorrenza la partita non è ancora finita, ma finora il sindacato titolari ha lavorato bene a difesa della farmacia. È il giudizio unanime con cui l’assemblea di Federfarma ha recentemente accolto la relazione della presidente Annarosa Racca sugli interventi messi in campo dalla Federazione durante il passaggio del ddl alla Camera.

«Non era e non è un risultato scontato» ha rimarcato Racca «perché la pressione dei gruppi commerciali intenzionati a mettere le mani sui nostri fatturati è veramente forte. E solo grazie a un lavoro quotidiano di sensibilizzazione, così come ai rapporti costruiti in questi anni con le principali forze politiche, con le istituzioni e con le organizzazioni del comparto è stato possibile salvaguardare la farmacia».

 

La presidente ha anche tenuto a smentire quelle voci che di recente hanno accusato Federfarma di aver avuto occhi soltanto per la difesa dei farmaci con ricetta. «Ci siamo battuti e continueremo a batterci per rendere sostenibile l’ingresso del capitale e permettere alle nostre farmacie di affrontare questo cambiamento epocale» ha detto Racca. «Abbiamo rispettato il mandato che a marzo ci affidò l’assemblea: siamo riusciti a fare in modo che nel ddl venissero piantati alcuni paletti sui potenziali soci e fossero introdotte regole a tutela della trasparenza. Non siamo riusciti a ottenere una soglia minima sulla quota di partecipazione dei farmacisti e un tetto numerico alle catene, ma non ci arrendiamo».

 

In ogni caso, è tempo che nel sindacato si avvii un’ampia e approfondita riflessione sul cambiamento epocale che si prospetta all’orizzonte con il prossimo ingresso del capitale: «La farmacia dovrà rafforzare il proprio ruolo sociale» ha ribadito la presidente «e sarà necessario un rinnovato impegno per migliorare ulteriormente la qualità del servizio». Allo stesso tempo, ha continuato Racca, andrà messa in campo una strategia di rinnovamento che dovrà passare da un confronto con i distributori intermedi (di Adf e Federfarma Servizi), per valutare gli spazi di collaborazione; da un coinvolgimento dei commercialisti per misurare i fondamentali delle farmacie e infine da una ricostruita partnership con Credifarma, che «dovrà diventare la finanziaria delle farmacie».